Coro delle Monache


Parete ove è posta l'uscita


Il coro delle monache è un edificio del monastero di Santa Giulia, a Brescia, compreso tra la chiesa di San Salvatore e la chiesa di Santa Giulia, costruito tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento come coro per San Salvatore.

Gli affreschi alle pareti sono di Floriano Ferramola e Paolo da Caylina il Giovane e risalgono agli anni 1520.

 Il 25 gennaio 1466 la badessa Elena Masperoni si accorda con i maestri muratori Filippo da Caravaggio e Giovanni del Formaggio per la costruzione di un nuovo coro per la chiesa di San Salvatore. L'esigenza di un luogo separato di grandi dimensioni nasceva, molto probabilmente, non solo dalla comunità monastica in crescita ma anche dal dovere di restaurare il rispetto della clausura ribadita dalla congregazione cassinese alla quale il monastero si era da poco annesso.

Nello stesso 1466, in agosto, è documentata la traslazione della cappella dedicata a san Daniele, antistante la basilica, per consentire la costruzione del coro: se ne deduce pertanto che l'edificio progettato dovesse occupare l'area poi dimostratasi effettiva, cioè la zona davanti alla facciata di San Salvatore o gran parte di essa, riutilizzando murature preesistenti per impostare le pareti laterali.

 

Sembra inoltre che già nel 1479 il cantiere fosse concluso, dal momento che, in quell'anno, in un documento risulta la seguente dicitura: "in loco terraneo sub choro monasterii", lasciando inoltre intendere l'esistenza dell'atrio sottostante il coro vero e proprio, all'epoca utilizzato come nuovo ingresso coperto a San Salvatore                  


Il coro viene concluso prima o comunque entro il terzo decennio del Cinquecento, periodo in cui viene avviato il progetto di decorazione per mano di Floriano Ferramola che ne affresca il registro superiore e la volta di copertura. Morto quest'ultimo nel 1528, subentra al suo posto Paolo da Caylina il Giovane che finirà per eseguire la maggior parte del lavoro affrescando il registro inferiore nord e altri brani di contorno al lavoro del Ferramola. A un anonimo pittore bresciano della fine del Cinquecento è infine attribuibile il completamento dell'opera, con la stesura degli affreschi del registro inferiore sud.



















 

 

 

 

La crocifissione di Floriano Ferramola



L'Annunciazione di Floriano Ferramola






 

 

 

 

 

 

In basso il sarcofago di Nicolò Orsini, capitano dell'esercito veneziano nel primo decennio del Cinquecento.


 

 

Deposizione di Paolo da Caylina il Giovane.





 

Affresco di Paolo da Caylina il Giovane






 

 

 

 

La Resurrezione di Paolo da Caylina il Giovane.


 

 

 

 

 

Affresco di Paolo da Caylina il Giovane


 

 

 

 

Affresco di Paolo da Caylina il Giovane









Mausoleo Martinengo

 

Questo venne eretto in origine nella Chiesa di San Cristo, per raccogliere le spoglie di Bernardino Martinengo di Padernello. Fu rimosso nel 1882, per essere esposto nel museo dell'età cristiana.

Il mausoleo fu commissionato nel 1503, all'orafo Bernardino delle Croci, è alto 4,65 metri e termina con una cornice e con le statue dei Santi Pietro e Paolo. Le varie scene in bronzo sono ispirate sia alla cultura classica sia a quella cristiana.

Sapientemente accostati i marmi dalla pietra di Botticino al calcare grigio del Garda, alla pietra rossa di Verona, al marmo di Carrara.