Passeggiando per Roma – da Castel Sant’Angelo a S. Maria in Trastevere


Quando l'imponente mole cilindrica che oggi conosciamo con il nome di Castel Sant'Angelo vede la luce sulla riva destra del Tevere, non è un castello ma un sepolcro, e tra le numerose statue che la ornano non ci sono né santi né angeli. L'ha fatta erigere l'imperatore Adriano, volendo garantire una degna sepoltura ai resti suoi e della sua famiglia in quell'ampia porzione di territorio all'estrema periferia di Roma nota come ager Vaticanus. Non è possibile ricostruire con esattezza l'aspetto originario dell'antico sepolcro, tuttavia sappiamo che, nell'impianto generale, esso deve richiamare l'Augusteum, il mausoleo di Augusto realizzato circa un secolo e mezzo prima e situato a poca distanza, sulla sponda opposta del Tevere. Il complesso - i cui lavori di costruzione hanno inizio intorno al 123 d.C. - è ultimato solo nel 139 d.C., un anno dopo la morte dell'imperatore, dal suo successore Antonino Pio. Per circa 150 anni il sepolcro assolve diligentemente la sua funzione, accogliendo i resti degli Antonini. L'ultimo imperatore della cui deposizione si abbia notizia certa è Caracalla, ucciso nel 217 d.C., tuttavia il sepolcro ospita probabilmente anche le salme dei suoi successori, almeno fino alla sua inclusione, in qualità di avamposto fortificato, nella cinta muraria voluta dall'imperatore Aureliano nel 271 d.C.. L'edificio di Adriano abbandona definitivamente la funzione di tomba per assumere quella di fortezza.

I lavori all'interno del Castello proseguono sotto il pontificato di Giulio II - l'energico cardinale Della Rovere - che per quasi un anno dalla sua salita al soglio pontificio preferisce risiedere all'interno del Castello piuttosto che nel Palazzo Vaticano, circondato dai ricordi dell'odiato predecessore Alessandro VI. Il pontefice incarica Giuliano da Sangallo, che prende come suo collaboratore Guglielmo da Monferrato, dell'esecuzione di alcuni lavori volti soprattutto a migliorare la comodità degli alloggi papali. Viene così realizzata la Loggia verso il Tevere che ancora oggi porta il nome di Giulio II, ricavata coprendo un tratto del camminamento che coronava la sommità del massiccio circolare del forte. Michelangelo è chiamato a realizzare la facciata laterale della piccola cappella dedicata ai SS. Cosma e Damiano, che chiude uno dei lati brevi del Cortile d'Onore (oggi noto come Cortile dell'Angelo). Anche le strutture difensive esterne vengono fortificate sotto la guida di Antonio da Sangallo il Giovane e si provvede al completamento del Passetto di Borgo, il corridoio aereo che unisce i Palazzo Vaticano al Castello.





Via della Conciliazione





Isola Tiberina

L’Isola Tiberina, unica isola urbana del Tevere, lunga circa 300 metri e larga circa 90, è collegata alle sponde del Tevere da due ponti: verso Trastevere dal ponte Cestio, risalente al 46 a. C. e in direzione del Ghetto con il ponte Fabricio, edificato nel 62 a. C., chiamato anche ponte Quattro Capi, per le erme romane che ne ornano i parapetti.

Sui resti del tempio romano  dedicato ad Esculapio venne poi costruita la chiesa di  San Bartolomeo all'Isola, che conserva un campanile romanico del XII secolo e una colonna scavata e utilizzata come vera da pozzo. 





Santa Maria in Trastevere


Piazza Santa Maria in Trastevere