Monteriggioni e dintorni

Monteriggioni è un comune italiano di 9.035 abitanti della provincia di Siena in Toscana. Fa parte della cosiddetta Montagnola Senese.

 

Il territorio di Monteriggioni presenta al suo interno tratti fisici molto differenziati: piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, il Canneto, alternate ad una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio. 


La splendida cittadina medievale è situata tra le colline a nord di Siena.

Costruita nel tra il 1214 e il 1219 dai senesi e unica in Italia nel suo genere, è rimasta intatta con la sua cinta muraria dello spessore di ben 2 metri perfettamente conservata, fatta di 15 torri fortificate. Monteriggioni viene citata anche nella Divina Commedia: nell'Inferno, Dante la definisce come "cerchia tonda" che "di torri si corona». (Dante Alighieri, Inferno canto XXXI, vv. 40-45)

«… però che, come in su la cerchia tonda

Monteriggion di torri si corona,

così la proda che 'l pozzo circonda

torregiavan di mezza la persona

li orribili giganti, cui minaccia

Giove del cielo ancora quando tona»

L'interno del castello è un tuffo nel passato, il centro è costruito intorno a una vasta piazza con una chiesetta romanica, poche abitazioni, alcune botteghe di artigiani, ristoranti e negozi che però non ne alterano la natura.

Questa particolare struttura e la bellezza naturale del posto ha fatto di Monteriggioni un set ideale per cinema e pubblicità, che ne hanno sfruttato l'immagine frequentemente. Basti ricordare "Io ballo da sola" di Bernardo Bertolucci, "Io amo Andrea" di Nuti, "Miei cari fottutissimi amici" di Monicelli e molti altri. L'economia è prevalentemente agricola, con produzione di olio d'oliva, vino e miele, e turistica, sempre più rilevante per il gran numero di strutture turistiche nate nella zona che accolgono, in ogni stagione, tantissimi turisti da tutto il mondo in vacanza in Toscana. L'artigianato si dedica principalmente alla lavorazione di ceramica, legno e antiquariato.

 

Monteriggioni è senza dubbio uno dei più classici e noti borghi murati italiani. Le mura, pressoché intatte, coprono una lunghezza di 570 metri e sono intervallate da 14 torri e due porte. La Porta Franca (verso Siena) sorge alla base di un torrione mentre quella di S. Giovanni (verso Firenze) si apre nelle mura ed è difesa da una delle torri del perimetro fortificato.


Il borgo, come abbiamo detto, fu costruito dai Senesi negli anni 1213-1219 su una collinetta a dominio e sorveglianza della via Cassia/Francigena.

 (La Via Francigena, Franchigena, Francisca o Romea, è parte di un fascio di vie, dette anche vie romee, che dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conducevano nel Sud Europa fino a Roma e di qui proseguivano verso la Puglia, ove vi erano i porti d'imbarco per la Terrasanta, meta dei pellegrini e dei crociati.)





La Porta Franca o Romea (verso Siena)

 

Accesso principale del borgo, la porta è rivolta in direzione di Roma e si apre alla base di una torre con un ampio arco a sesto acuto. In passato è molto probabile che fosse dotata di un ponte levatoio, che doveva abbassarsi su uno scomparso fossato esterno. 


A sinistra dell’arco è murata l’iscrizione che ricorda la fondazione di Monteriggioni nel secondo decennio del Duecento, mentre nella lapide di destra si celebra il neonato Stato unitario italiano nel 1860.


Nell'anno del Signore 1213, indizione seconda, nel mese di marzo al tempo del Signore Guelfo di Ermanno di Paganello da Porcari Podestà di Siena, del Signore Arlotto da Pisa, giudice oculato, e di Ildebrando di Usimbardo camerario di Siena, questo castello di Monteriggioni fu iniziato nel nome di Dio e quindi racchiuso completamente da mura con spese e lavori sostenuti in proprio dal popolo di Siena.



Piazza Roma,  il centro di Monteriggioni.

 

Questa piazza, cuore del borgo, presenta la Chiesa di Santa Maria e nei suoi pressi dei bellissimi orti e giardini. In perfetto stile '200.








Chiesa di Santa Maria Assunta

La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni, e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini.

Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve, vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose sia per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente; tale campana proveniva forse dalla rocca del castello.

Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato.

 

Ė un edificio a unica navata rettangolare conclusa con una scarsella e coperto con volte. 





Porta S. Giovanni



Passeggiando lungo le vie del Borgo.





















Frazione Strove

Il piccolo villaggio, collocato su una lieve altura, conserva ancora la tipica struttura dell’insediamento medievale, dalla forma tondeggiante e dalla serrata sequenza di edifici che prospettano su strette e ricurve viuzze. Subito fuori dall’abitato è la romanica chiesa di S. Martino, semplice edificio ad unica navata arricchito, all’interno dell’abside, da filari alterni di pietra e laterizi. L’intitolazione dell’edificio al vescovo di Tours (San Martino), in Francia, è da ricondurre con tutta probabilità alla collocazione di Strove sulla Via Francigena, lungo la quale nel Medioevo si diffuse rapidamente la venerazione di santi di lontana origine.









Hotel Cisalta




La frazione o località di Castel Petraia dista 5,27 chilometri dal medesimo comune di Monteriggioni di cui essa fa parte.

Castel Petraia è un grande castello databile al XII secolo; è stato trasformato in villa nel XV e XVI secolo, trasformazione cancellata totalmente, eccetto l'incorniciatura di una porta, da un restauro recente, che ha voluto riportare alla luce tutti i muri di pietra, coronando la costruzione di merli e soprattutto ristuccando pesantemente in cemento tutte le pietre.

All'interno è presente la cappella dedicata ai SS. Pietro e Paolo.

Oggi viene utilizzato come un residence agrituristico.

 

Questo castello è situato lungo la via Francigena ai piedi della Montagnosa Senese.

 

La storia del Castello Pietraio si identifica nella complessa serie di vicende legate alla conquista e al controllo del territorio e delle vie di comunicazione in quanto sorse con ogni probabilità per controllare l'antica via Francigena che nei X secolo, secondo Sigerico, percorreva il crinale della collina e provenendo da Strove, passava per Castel Pietraio per giungere all'Abbazia di Abbadia a Isola, a Monteriggioni e infine a Siena. Alla fine del X secolo signori di Strove e di Staggia erano i Lambardi, illustre famiglia di legge salica che vari genealogisti fanno discendere dalla contessa Ava di Zenovi, il cui sarcofago è tuttora visibile all'interno (navata destra) dell'Abbadia a Isola. In una pergamena del fondo di S. Eugenio, risalente all'anno 1164, che riporta l'albero genealogico della contessa Ava e l'elenco di tutti i beni appartenenti alla sua famiglia. è disegnata una piccola torre con la dicitura Turris de Strove e nell'elenco del beni ricordata la chiesa di Sancto Petro. Questo documento insieme ad altri dell'Archivio di Abbadia ad Isola che ricordano la chiesa di S. Pietro riferita a Strove ha portato all'ipotesi di identificare in Castel Petraio, il castello di Strove. Castel Petraio o Petraio è tuttavia ricordato per la prima volta in un documento dell'Abbadia databile tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo. 







La Via Francigena


Abbadia a Isola

Abbadia a Isola (anche Badia a Isola, già Abazzia dell'Isola o Abazzia del Lago, anticamente Borgonuovo) è una frazione del comune italiano di Monteriggioni.

La zona di Abbadia a Isola era frequentata fin dal IX secolo a.C.; nei dintorni si trovano alcune tombe della necropoli etrusca del Casone, tra cui spicca la famosa tomba dei Calisna sepu.

L'abbazia fu fondata nel 1001 dalla contessa Ava, figlia del conte Zanobi e vedova d'Ildebrando Signore di Staggia e di Val di Strove, lungo la via Francigena ed in particolare presso uno dei castelli di proprietà della stessa famiglia denominato Borgonuovo.

Deve il nome al contesto ambientale, in quanto, sorgendo ai margini di terreni impaludati, la chiesa sembrava poggiare su un'isola.

Il castello di Borgonuovo era lo stesso menzionato da Sigerico di Canterbury che vi fece tappa tra il 990 e il 994, di ritorno da Roma dopo avere ricevuto l'investitura dal papa Giovanni XV con la consegna del pallio. Percorrendo la via Francigena l'arcivescovo di Canterbury la menziona nel suo diario Burgenove. La località rappresentava la XVI tappa (mansio) del suo itinerario verso l'Inghilterra.

Gli abati divennero, nei secoli successivi, padroni assoluti di Borgonuovo e delle terre circostanti, cosicché quel castello perse progressivamente d'importanza in favore dell'abbazia, il cui potere culminò nel XIV secolo. Ne è riprova una convenzione stipulta alla Badia a Isola l'11 dicembre 1256 fra l'abate e il rettore o sindaco del Comune di Borgonuovo, con la quale si accorda agli abitanti di potere eleggere per rettore una persona di loro fiducia

La chiesa abbaziale è un edificio databile alla metà del XII secolo ma non oltre il 1173.

La costruzione della chiesa doveva essere conclusa prima del 4 gennaio 1173 quando avvenne la consacrazione e l'aggiunta di un nuovo patrono, San Cirino, al quale venne dedicato nel giugno 1178 un altare realizzato in una delle absidi laterali. Il 31 luglio 1189 nella chiesa vennero traslate le ceneri del santo prendendole nella chiesa di Staggia.

 

Questa chiesa è collocata al centro del complesso fortificato di Abbadia a Isola e consiste in una basilica a tre navate, coperta a tetto con cripta e conclusa da una tribuna triabsidata. Quella attuale venne costruita al posto di un precedente edificio ecclesiastico che presentava una struttura a tre navate divise da pilastri conclusa da un'abside e con una cripta. Anche se pesantemente rimaneggiata nel corso del tempo, la chiesa attuale, appare come frutto di un'unica fase costruttiva.