Sefforis

TZIPORI (ZIPPORI o SEFFORIS) si trova nel centro della regione della Galilea, a 6 chilometri a nord-ovest di Nazareth. É a 286 m. sul livello del mare e si affaccia sulla valle Beth Netofah

La sua storia e la sua architettura presentano influenze assire, ellenistiche, giudee, babilonesi, romane, bizantine, islamiche, crociate, arabe e ottomane. 

La data di fondazione della città è oggetto di dibattito, ma sicuramente Zippori esisteva già nel VII secolo a.C., quando fu fortificata dagli Assiri; divenne poi un centro amministrativo babilonese, ellenistico e persiano. In questo periodo la città era nota come Sepphoris.

Nel 104 a. C., le tribù degli Asmonei, che avevano sotto il proprio controllo la maggior parte della zona, reclamarono la propria sovranità sulla città, sotto Alessandro Ianneo o Aristobulo I. Il nome della città venne cambiato in Tzippori, probabilmente derivandolo dall'ebraico tsippor, "uccello", in quanto la città permetteva di controllare la zona dall'alto.

Dopo la morte di Erode nel 4 a.C., gli abitanti della città, per lo più Ebrei, organizzarono una ribellione contro il dominio romano. L'esercito romano intervenne, sotto il comando del governatore della Siria, Publio Quintilio Varo, e distrusse completamente la città e ridusse in schiavitù gran parte della popolazione.

Il figlio di Erode il Grande, Erode Antipa, nominato tetrarca ("governatore") nell'anno 1, fece ricostruire la città e le cambiò  il nome in Autocratis, definendola "ornamento della Galilea".

Gli abitanti di Autocratis non parteciparono alla prima guerra giudaica contro i Romani nel 66, anzi, avendo stipulato un precedente patto con l'esercito romano (che qui stazionava con una guarnigione), aprirono le porte della città al generale Tito Flavio Vespasiano nel 67, quando questi venne inviato sul luogo a reprimere la rivolta. Il premio per la città fu quello di essere risparmiata, assieme a Tiberiade, dalla distruzione che colpì molte altre città ebraiche, tra cui Gerusalemme. Le monete coniate dalla città all'epoca della prima rivolta giudaica recano le iscrizioni Neronias ed Eirenopolis ("città della pace"). Dopo la rivolta, la simbologia utilizzata sulle monete fu un po' differente da quella utilizzata dalle circostanti città pagane con raffigurazioni di corone, palme, caducei e spighe d'orzo. Poco prima della rivolta di Bar Kokhba, il nome della città divenne Diocaesarea, in onore di Zeus e dell'imperatore romano. Dopo la rivolta (132-135) molti Ebrei si trasferirono a Diocaesarea, facendone il centro della vita religiosa della Galilea. Nei secoli successivi, Diocaesarea accolse Judah ha Nasi, uno degli autori della Mishnah (un commento della Torah) e, per breve tempo, il Sinedrio, il principale tribunale religioso ebraico. La prosperità della città aumentò  in conseguenza dell'essere al centro di una delle vie commerciali dell'epoca.

Questa città venne distrutta da un terremoto, ma ricostruita subito dopo, mantenendo la sua importanza all'interno della comunità ebraica della Galilea sia dal punto di vista sociale che spirituale. Ebrei e Romani pagani vissero pacificamente gli uni accanto agli altri, mentre in seguito la città accolse anche Cristiani.

Secondo la tradizione cristiana, i genitori di Maria, Anna e Gioacchino, erano originari di Zippori. Alcuni studiosi ritengono inoltre che Gesù abbia lavorato da giovane per qualche tempo a Zippori insieme al padre Giuseppe.

 

È considerato uno dei siti archeologici più spettacolari di Israele, nell’antichità il parco nazionale di Tzipori ospitava una città prospera e ben attrezzata, con strade lastricate in pietra (nelle quali è possibile scorgere i solchi dei carri e delle bighe), uno straordinario sistema di approvvigionamento idrico (che comprendeva, tra le altre cose, una cisterna lunga ben 260 m. ), un mercato, bagni pubblici, sinagoghe, chiese e un teatro dotato di 4500 posti a sedere. L’attrattiva principale potrebbe essere costituita da un mosaico che ritrae una giovane donna dall’aria pensosa soprannominata la Monna Lisa dalla Galilea. Tra le strutture di rilievo, il teatro romano, due chiese paleocristiane, una fortezza crociata restaurata nel XVIII secolo e 40 mosaici. Uno dei quali risalente all’inizio del III secolo. Nel II e III secolo Tzipori era uno dei centri più importanti  della vita ebraica di Israele. 


Monna Lisa della Galilea