Le isole Uros. Le raggiungiamo in breve tempo e quello che si presenta ai nostri occhi è veramente affascinante.


 Gli Uros

Gli uros sono una popolazione preincaica. Si sono spostati dalla costa, dove vivevano, all'interno del lago stesso per sfuggire ai popoli bellicosi, fra i quali gli inca. Hanno costruito questo loro arcipelago con canne di totora (specie di giunco) e  hanno ancorato ogni isola al fondo del lago con pali per evitare che le correnti le portassero via.

Sono dette isole fluttuanti in quanto possono salire e scendere seguendo il livello del lago e, all’occorrenza, possono essere spostate come fossero chiatte.

Le isolette sono piccole, ciascuna è abitata da venti-trenta persone e sono unite fra loro da collegamenti percorribili, formando un grande arcipelago di canne intrecciate.

Ciascuna delle sei-sette capanne di ogni isola è costruita intorno allo spiazzo comune che si affaccia sul lago. In questo spazio aperto c’è l’unico fuoco, utilizzato da tutti gli abitanti; lo sorvegliano con molta attenzione perché le abitazioni sono di canne, quindi facilmente infiammabili.

La vita si svolge all’aperto dove gli abitanti cucinano, lavorano, conversano, mangiano; i bambini giocano mentre gli uomini si dedicano alla caccia e alla pesca. Le donne realizzano lavori di artigianato che vendono ai turisti. 

Alcuni uomini lavorano sulla terraferma, quindi lasciano l’isola al mattino e rientrano la sera.

Le abitazioni sono essenziali, la luce e l’aria entrano dall’unica apertura che affaccia all’esterno, sullo spazio comune. Internamente, alle pareti sono appesi i vestiti e gli utensili. Sul letto dei genitori, anche quello di totora, sono piegate le coperte che di sera vengono stese per terra dove dormono i bambini. Più semplice di così è impossibile. Tutte le persone sono molto accoglienti.

















Scendiamo dalla barca per renderci conto di come vivono di queste persone.



























Torniamo a Puno e anche questa ricca giornata è finita.