Famagosta

Famagosta è una città portuale sulla costa orientale di Cipro, oggi nella parte settentrionale che è sotto il controllo de facto della Repubblica Turca di Cipro del Nord. Fu fondata con il nome di Arsinoe da Tolomeo II Filadelfo nel III secolo a.C., perché Salamina, l’antica grande città vicino, era stata danneggiata da un terremoto.  

 

Nel corso dei secoli ha visto dominazioni bizantine, franche (crociate), veneziane, ottomane. Durante il periodo veneziano, le mura cittadine furono rafforzate pesantemente. Nel 1571 Nel 1571, dopo un assedio di dieci mesi, i duecentomila soldati di Lala Mustafa Pasha sconfissero i soldati dell’esercito veneziano e greco, agli ordini di Marcantonio Bragadin, che venne brutalmente torturato e ucciso nonostante la resa del suo esercito e gli accordi presi per portare in salvo la popolazione. Il centro cittadino venne vietato ai cristiani, che si stabilirono nel borgo di Varosha. Dopo la guerra del 1974 in Cipro, Famagosta venne occupata dalle forze turche. Una buona parte della popolazione greco-cipriota fuggì o fu sfollata. Il quartiere di Varosha/Varosi (sotto Famagosta) è diventato noto come città fantasma. Prima della invasione era una zona turistica molto vivace, ora è stata chiusa, abbandonata, con edifici in decadenza. Recentemente alcune parti di Varosha sono state riaperte al pubblico, anche se la situazione legale e politica rimane controversa. 


Da Salamina a Famagosta


Famagosta


Palazzo del Governatore

Il Palazzo del Governatore di Famagosta corrisponde all’edificio storico noto come Palazzo del Provveditore (Palazzo del Provveditore o Venetian Palace), situato all’interno della città vecchia fortificata di Famagusta (Famagosta).

Il Palazzo del Provveditore (Palazzo Veneziano) era un tempo un palazzo reale medievale, costruito originariamente dai re Lusignano di Cipro agli inizi del XIV secolo. Durante la dominazione veneziana (dal 1489 al 1571) fu ristrutturato con facciata monumentale e dettagli ispirati all’architettura italiana dell’epoca e divenne la residenza ufficiale e sede amministrativa del governatore veneziano, chiamato provveditore. 

Durante la celebre resa di Famagusta agli Ottomani, gran parte del palazzo fu distrutto e non fu più restaurato nella sua forma originale. Sotto gli Ottomani e poi con i britannici il complesso fu impiegato come caserma, prigione e sede di varie funzioni militari e civili.

 

Oggi del grande palazzo restano la facciata monumentale con tre archi e alcune mura del cortile interno, che testimoniano l’importanza dell’edificio nel passato. Le colonne ricavate da antichi resti di Salamina e gli stemmi veneziani sulla facciata sono tra i dettagli più visibili. 


Cortile interno del Palazzo del Governatore


 La chiesa di San Francesco a Famagosta (in inglese St. Francis Church) è uno dei resti più antichi e significativi della presenza cristiana latina nella città fortificata di Famagusta (Famagosta), sulla costa orientale dell’isola di Cipro.

La chiesa faceva parte di un convento di frati francescani, una delle istituzioni religiose più importanti di Famagosta nel periodo medievale. Fu costruita all’inizio del XIV secolo, tra il 1300 e il 1320 circa, grazie al sostegno di Enrico II, re di Cipro, che promosse anche altre opere religiose e difensive nella città.

Il complesso conventuale si trovava a nord del palazzo dei Lusignano (più tardi Palazzo del Provveditore) ed era collegato tramite un passaggio dal palazzo.

La presenza francescana a Cipro risale in generale al XIII sec., con i frati minori attivi sull’isola già nell’epoca di San Francesco.

Originariamente la chiesa era un edificio gotico con una navata e un coro terminante con abside a tre lati, e mura esterne rinforzate da contrafforti. Oggi restano solo rovine, porzioni dell’abside, alcune pareti e un piccolo ambiente laterale (antico bagno turco), che testimoniano la struttura medievale.

La chiesa non è più in uso religioso ed è rimasta come rudere storico all’interno della città vecchia fortificata di Famagosta, visibile tra gli altri resti architettonici di epoca crociata e veneziana.

Questo luogo è uno dei numerosi edifici ecclesiastici eretti durante il lungo periodo in cui Famagosta fu un importante centro commerciale e religioso sotto i regni dei Lusignano e poi sotto il dominio veneziano, prima della conquista ottomana del 1571. 

 




Nel XIV secolo Famagosta era uno dei più importanti porti del Mediterraneo orientale. Ospitava: comunità greche ortodosse, Latini (cattolici), Armeni, Maroniti, Siriaci, Ordini religiosi occidentali. Ogni comunità costruì la propria chiesa, dando alla città il soprannome medievale di città delle 365 chiese (numero simbolico).


Cattedrale di San Nicola ora Moschea Lala Mustafa Pasha

La cattedrale fu costruita sotto il dominio dei Lusignano (dinastia francese che governava Cipro) con l’inizio dei lavori tra il 1298 e il 1312, e fu consacrata come cattedrale cattolica nel 1328. Era dedicata a San Nicola ed era uno degli edifici religiosi più imponenti della città, usata anche nei cerimoniali dei re. I Lusignano, una volta che erano incoronati re di Cipro, venivano poi incoronati re di Gerusalemme qui a San Nicola.  Nel corso della storia ha subito vari danni procurati dall’assedio ottomano nel 1571, dai terremoti e  dai bombardamenti.

Dopo la conquista ottomana di Famagusta (1571), la cattedrale fu convertita in moschea. Sono stati aggiunti elementi tipici delle moschee: un minareto e un mihrab (nicchia per la direzione della preghiera verso La Mecca). Molte delle decorazioni cristiane (sculture, altari, immagini, vetrate) sono state rimosse o oscurate, le tombe dei re sono state distrutte o spostate. Nel 1954 gli fu dato il nome  Lala Mustafa Pasha in onore di un comandante ottomano che partecipò alla conquista dell’isola.

Famagusta è uno dei migliori esempi di gotico franco-crociato.

Ha una navata centrale e due navate laterali, non ha transetto (cioè quelle braccia laterali che formano la croce). Pareti esterne con tre absidi sul lato est. La facciata ovest ha tre portali; il portale centrale è più ampio. Sulla facciata c’è una finestra a sei luci e un rosone. Le due torri gemelle sul fronte furono danneggiate durante l’assedio ottomano e o da terremoti e non ripristinate. Su una torre è stato costruito il minareto.

Il soffitto è piano, caratteristica comune nei templi crociati in zone calde.

 

Attualmente è una moschea attiva.




Cattedrale di San Pietro e San Paolo


Chiesa di S. Giorgio dei Greci e S. Simeone

La Chiesa di San Giorgio dei Greci e di S Simeone, del XIII–XIV secolo, è in stile gotico con influenze bizantine. Fu gravemente danneggiata durante l’assedio ottomano del 1571. Oggi restano mura perimetrali e arcate slanciate.


Chiese dei Templari e dei Cavalieri Ospedalieri

Chiesa dei Templari e Chiesa dei Cavalieri (Famagosta). Si tratta di due edifici religiosi medievali situati all’interno delle mura della città vecchia di Famagosta). Queste chiese vennero costruite nel XIII–XIV secolo in pieno periodo crociato. L’edificio più grande è la chiesa legata ai Cavalieri Templari (uno dei principali ordini militari cristiani sorti durante le Crociate, noti per proteggere i pellegrini verso la Terra Santa), adiacente ad essa fu costruita la chiesa dei Cavalieri Ospitalieri (Ordine di San Giovanni - ordine rivale dei Templari, che dopo la soppressione dell’ordine templare (all’inizio del XIV secolo) prese possesso delle loro proprietà).

Il complesso include due edifici affiancati, spesso collegati da un corridoio. La chiesa templare ha una grande finestra a rosa mentre l’edificio ospitaliero conserva ancora stemmi dell’Ordine. Entrambe mostrano volte medievali e, pur essendo relativamente spoglie all’interno, rappresentano un importante testimone della presenza crociata sull’isola. Attualmente le strutture sono state restaurate e vengono utilizzate per attività culturali, tra cui mostre e laboratori, ma non più come luoghi di culto regolari.

 

Queste chiese sono tra le poche vestigia medievali rimaste a Famagosta che testimoniano la presenza e l’attività degli ordini cavallereschi nel Mediterraneo orientale durante e dopo le Crociate.


Chiesa di San Giorgio dei Latini

La Chiesa di San Giorgio dei Latini è stata costruita nel XIII secolo e apparteneva alla comunità latina (cattolica). Oggi rimangono parti delle pareti e dell’abside. È stata rovinata dai bombardamenti ottomani.


Castello di Otello

Il castello venne costruito nel XIV secolo dai Lusignano, che governavano il Regno di Cipro, per proteggere il porto di Famagusta e la città dagli attacchi via mare.

Durante il periodo veneziano (alla fine del XV secolo), il castello fu modificato per resistere alle nuove tecniche militari. In particolare le torri quadrate originali furono sostituite con torri circolari, più adatte alla difesa con artiglieria.

Sopra l’ingresso principale è tuttora visibile il rilievo del Leone di San Marco, imbolo di Venezia. Vicino al rilievo si trova l’iscrizione con il nome del capitano veneziano Nicolo Foscari, che supervisionò le modifiche, con la data 1492.

Nel 1900 il fossato che circondava il castello fu prosciugato per ridurre il rischio di malaria.

Il castello è una fortezza con quattro torri circolari collegate da corridoi interni.  All’interno c’è un cortile centrale, e attorno ad esso varie stanze: il refettorio, il dormitorio, risalenti all’epoca Lusignana, camere con volte a costoloni, i corridoi, le mura con aperture per cannoni, le torrette, e i bastioni difensivi.

Dalla sommità si gode una bella vista sul porto antico e moderno.

Il nome moderno Castello di Otello deriva da una nota di scena nell’opera Otello di Shakespeare, ambientata appunto in una città portuale di Cipro”. Non è sicuro che Shakespeare si riferisse specificamente a questo castello, ma la tradizione lo associa comunemente.

 Il castello, che era in stato di degrado da molti anni,  nel 2014 è stato restaurato, con consolidamento strutturale, rifacimento di parti rovinate, drenaggio delle acque piovane, conservazione delle pietre di arenaria originali.I


Quartiere Varosha detto anche Città abbandonata

Varosha è un quartiere meridionale di Famagosta sulla costa orientale di Cipro. Un tempo era la zona turistica più elegante e famosa dell’isola; oggi è conosciuta come la città fantasma del Mediterraneo.

Negli anni ’60 e primi ’70, Varosha era una delle mete balneari più esclusive del Mediterraneo: Hotel di lusso affacciati sul mare, negozi internazionali e locali notturni,

spiagge tra le più belle di Cipro. Qui vi furono ospiti celebri come Brigitte Bardot ed Elizabeth Taylor. Si stima che attirasse centinaia di migliaia di turisti ogni anno, contribuendo in modo decisivo all’economia cipriota.

Nel luglio 1974, in seguito al colpo di Stato filo-greco e all’intervento militare turco, la città fu evacuata in fretta dalla popolazione greco-cipriota. L’area venne chiusa e recintata dall’esercito turco. L’ONU ne chiese la restituzione ai legittimi abitanti (Risoluzioni 550 e 789).

 

Per quasi 50 anni, Varosha è rimasta congelata nel tempo: alberghi, case e automobili sono rimasti dove furono lasciati nel 1974. Dal 2020 alcune parti di Varosha sono state parzialmente riaperte al pubblico dalle autorità turco-cipriote. L’area si trova nella parte settentrionale dell’isola, sotto il controllo della Repubblica Turca di Cipro del Nord (riconosciuta solo dalla Turchia).


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