Gerusalemme

Gerusalemme, secondo alcuni testi egizi e nelle tavolette di Ebla, risalirebbe a 2000 anni a. C.. Intorno al 1000 a.C. la città fu conquistata da David, re degli israeliti, che la scelse come propria capitale. La “città di Davide” divenne così la prima capitale riconosciuta dalle dodici tribù ebraiche, fino a quel momento divise. Il re degli israeliti porto a Gerusalemme l’Arca dall’alleanza. David morì prima di veder concretizzato il suo sogno quello di dare una dimora all’Arca dell’alleanza. La costruzione del Tempio venne pertanto portata a termine dal suo figlio Salomone.

Circa 17 anni dopo la morte di Salomone, dieci delle dodici tribù d’Israele (quelle stanziate nella parte più settentrionale) si ribellarono al re Roboamo, successore di Salomone, dando vita al regno di Israele con capitale Samaria, mentre Gerusalemme restò  capitale del regno di Giuda, comprendente le tribù che erano rimasta fedeli alla stirpe di David. Questa decisione indebolì notevolmente i due regni ebrei e nel 722 a. C. gli assiri sottomisero le dieci tribù del regno di Israele. Gerusalemme venne risparmiata grazie alla sua sottomissione agli assiri, ma nel 586 a.C., fu conquistata dal re babilonese Nabucodonosor, che fece radere al suolo il tempio e portò  gli ebrei in esilio a Babilonia. L’esilio durò  dal 586 al 538 a. C.

Gli Israeliti poterono tornare a Gerusalemme quando Babilonia cadde sotto il dominio del re di Persia Ciro. Nel 520 a.C. costruirono il secondo tempio.

Nel 331 a.C. Gerusalemme venne conquistata dal Alessandro Magno.

Nel 63 a. C. le truppe romane comandate da Pompeo conquistarono Gerusalemme. 25 anni più tardi, i Romani affidarono a Erode il grande (definito quintessenza del tiranno) la guida del Regno di Giudea. All’epoca la popolazione di Gerusalemme contava circa 50.000 abitanti, ma durante le feste più importanti, con l’arrivo dei pellegrini, poteva addirittura triplicarsi. Alla morte di Erode i romani divisero il Regno di Giudea in  quattro parti  e dieci anni più tardi assunsero il controllo diretto della parte più importante, con capitale Gerusalemme, che affidarono a un governatore. Il quinto governatore fu Ponzio Pilato che passò  alla storia per aver avvallato la condanna di Gesù.

Intorno al 66 d. C., a seguito di una rivolta, i romani distrussero il secondo tempio e diedero alle fiamme la città.

Intorno al 132 d. C., a seguito di una rivolta, i romani distrussero completamente la città. Successivamente Gerusalemme e la Giudea vennero  unite alla Siria e Palestina.

Dopo l’editto dell’imperatore Costantino del 313 d. C. a Gerusalemme ebbe inizio la costruzione di numerose chiese e basiliche.

Nel decimo secolo i mussulmani perseguitarono in maniera feroce i cristiani e gli ebrei.

Nel 1099 i crociati conquistarono Gerusalemme. Questa fu proclamata capitale del regno Latino.

Nel 1199 venne conquistata dal governatore d’Egitto Saladino il quale permise agli ebrei e ai mussulmani  di stabilirsi nuovamente in città. Nel 1517 gli ottomani confissero i Mamelucchi e inglobarono la Palestina nel loro vasto impero. 

La custodia dei luoghi santi era affidata alle diverse confessioni religiose, che allo scopo di assicurarsela non esitarono a scontrarsi tra loro. Questa situazione si protrasse fino al 1852, anno in cui venne emanato, dal Sultano turco, un decreto che pose fine alle rivendicazioni, ristabilendo lo status quo. 

Alla fine del 1917 le forze britanniche guidate dal generale Allenby strapparono Gerusalemme ai turchi, trasformandola nella capitale amministrativa del protettorato britannico su tutta la Palestina. Col trattato di pace firmato a Sanremo al termine della prima guerra mondiale la Palestina venne assegnata al Regno Unito. Questo trattato di pace comprendeva anche la controversia dichiarazione di Balfour, che prometteva l’appoggio del Regno Unito alla creazione di una patria ebraica in Palestina.

 

Il piano di ritiro degli inglesi dalla Palestina prevedeva la creazione di due Stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme come territorio separato. 



Nel 1948 i britannici lasciarono la Palestina e le Nazioni Unite assunsero il controllo della situazione. Il piano di fare della città di Gerusalemme un territorio separato, fu accettata in linea di principio dagli ebrei ma venne completamente respinto dagli arabi. Gli ebrei occuparono nel giro di pochissimo tempo tutti gli edifici pubblici della città, mentre gli arabi passarono al contrattacco, con una serie di incursioni e  di combattimenti che proseguirà fino all’11 luglio.

Durante la guerra arabo-israeliana del 1948 regno ashemita della Giordania occupò la città vecchia e Gerusalemme est, mentre gli ebrei mantennero il controllo della città nuova. Le due zone erano separate da aree dichiarate terre di nessuno e l’Onu approvò  una risoluzione che proponeva  l’internalizzazione di Gerusalemme e del territorio circostante.

Il nuovo Stato d’Israele reagì a questa soluzione nominando capitale la zona ebrea di Gerusalemme e trasferendovi la sede di governo.

 

Per diciannove anni la porta di Mandelbaum segnò il posto di confine ufficiale tra Gerusalemme est e la città nuova per quelle poche persone a cui era consentito spostarsi da una zona all’altra. Durante la guerra dei sei giorni dal 1967 le truppe israeliane strapparono la città vecchia alla Giordania e sottoposero Gerusalemme, ora riunita, a un imponente programma di restauri, lavori e ristrutturazioni. Sia gli israeliani sia i palestinesi considerano la città come propria capitale. L’ANP, pur avendo sede nella vicina Ramallah, aspira a trasferirsi a Gerusalemme est. Al contrario Israele è fermamente deciso a impedire che ciò  avvenga e sin dagli attentati suicidi della seconda intifada ha eretto una barriera di sicurezza che isola la città dai territori palestinesi.



Le mura come appaiono oggi sono quelle fatte sistemare da Solimano il Magnifico tra il 1536 e il 1542. Agli inizi del 1900 sono state soltanto restaurate in alcune parti. Nel corso dei secoli il tracciato è stato più volte modificato. La Bibbia dà scarse notizie a riguardo. Tutto ciò  che si sa è la descrizione di Giuseppe Flavio nella Guerra Giudaica. Dice: Gerusalemme era protetta da una triplice cinta di mura, eccetto la parte che si affacciava su strapiombi invalicabili, dove il muro era uno solo (libro V, cap. IV, 2). La prima cinta di mura risale al primo periodo dei Re. Partiva dall’attuale Cittadella, vicino alla porta di Giaffa e andava a congiungersi col muro di cinta del Moriah. Un viadotto scavalcava la valle del Tyropeion che scorreva accanto al muro occidentale del Tempio. La seconda cinta di mura era la più grande. Fu costruita sotto il regno di Ezechìa. Partiva da destra e a sinistra della porta di Giaffa e si congiungeva con la fortezza Antonia. Questo muro includeva la Piscina di Siloe, la sorgente Ghion e la primitiva città di Davide. Lasciava fuori la zona del Calvario e del S. Sepolcro. 

 

La terza cinta di mura fu iniziata da Agrippa I negli anni 41- 44 d.C. Fu interrotta per volere dell’imperatore romano che temeva una fortificazione per andare contro Roma, come avvenne nel 66-70 d.C.(prima della rivolta gli Ebrei si affrettarono a completare le mura). La terza cinta partiva dalla porta di Giaffa, includeva il Calvario e il Sepolcro, la fortezza Antonia e andava a congiungersi con l’angolo del muro nord della collina del Tempio. Il tutto fu demolito da Tito nel 70 d.C. dopo l’assedio e la presa di Gerusalemme. La monotonia delle mura è interrotta da 34 torri e da 8 porte. Attualmente le porte funzionanti e che immettono nella Città Vecchia sono sette: di Giaffa, della Nuova, di Damasco, di Erode, dei Leoni, di Magreb (del letame) e di Sion. A queste va aggiunta l’ottava porta che è murata: la Porta d’Oro.  



Porta di Giaffa: Chiamata Bab el-Kalil, ad ovest della città, fu aperta sotto il regno di Solimano il Magnifico nel 1538-39. Possiede due entrate: una pedonale (originale) e l’altra per i veicoli, aperta nel 1898. E’ una delle porte più trafficate e frequentate, immette nel quartiere Armeno.   


Porta Nuova (Bade l Jadid): come dice lo stesso nome è la più recente, fu aperta nel 1887 per facilitare l’accesso alla città vecchia dai nuovi quartieri della Gerusalemme est. Immette direttamente nel quartiere Cristiano, assieme alla porta di Giaffa è la più vicina al S. Sepolcro.


Porta di Damasco: E’ uno stupendo esempio di architettura del sec- XVI e per gli abitanti arabi è il centro più importante della città vecchia. E’ chiamata Bab el-Amud cioè porta della colonna. Ad ogni ora del giorno c’è un andirivieni continuo e diverso con uno spettacolo tipicamente orientale. Sotto gli androni della porta e tutt’intorno sono esposti in vendita gli oggetti più vari, da quelli di fabbricazione locale, ai giornali alla frutta e verdura ecc. La piazza è oggi dimezzata dal grande scavo fatto dal Dipartimento delle antichità della Giordania che ha messo in luce alcuni resti della porta di Adriano  “Aelia Capitolina”. Fatta costruire da Solimano il Magnifico, poggia su un’altra cinta di epoca romana. Nel periodo arabo antico la porta fu parzialmente chiusa. Le porte servirono da pressoi per l’olio e le scale interne divennero cisterne. Nel periodo crociato la porta fu riaperta a livello più alto e la piazza fu occupata da abitazioni. Nel 1542 Solimano il Magnifico, la sistemò  al di sopra dell’apertura della porta romana. Dalla porta di Damasco partiva il Cardo Massimo, della Aelia Capitolina che terminava alla porta di Sion e un cardo orientale che terminava alla porta dei Magrebini. Immette nel quartiere musulmano. Questa porta è la più grande e la più bella. 



Porta dei Leoni: fu costruita nel 1538-39, conserva due leoni di epoca mamelucca, per cui il nome. E conosciuta, anche, col nome di Porta di Santo Stefano in ricordo del primo martire cristiano lapidato nelle vicinanze. Questa è la porta orientale, chiamata dagli arabi, Bab Sitti Mariam. Per questa porta venivano introdotti i greggi che dovevano essere immolati in sacrificio per cui anche il nome di Porta delle Pecore. Il nome arabo fa riferimento alla vicinanza della casa paterna di Maria. 


Porta d’Oro: Ha preso il nome di Porta d’Oro (Bab bel-Dahirieh o Bab alRahmeh (porta eterna)) dalla confusione tra il termine greco che indicava bella (Horain) e quello latino aurea (dorata) e chiamata anche porta della misericordia. Ma non è questa la porta di cui parlano gli Atti degli Apostoli, davanti alla quale Pietro guarì lo storpio che chiedeva l’elemosina. Questa porta d’Oro fu chiusa dagli Arabi nel VII secolo dopo la costruzione della moschea “santuario”, Cupola della Roccia. Secondo la tradizione musulmana, la porta sarà aperta alla fine del mondo quando o l’Arcangelo Michele, o Gesù. o Maometto o uno dei grandi profeti verrà ad aprirla (si spiega così la corsa ad accaparrarsi il terreno più vicino alla porta per la costruzione delle tombe). Nella parte interna della porta, dentro la spianata del tempio sulla sinistra c’è il luogo dove, secondo una tradizione, Salomone amministrava la giustizia. Si affaccia nella Vallata del Cedron quasi di fronte al Getsemani. . 


Porta di Sion: Si trova poco più ad ovest della porta romana, dove terminava il Cardo Massimo di Aelia Capitolina. Ha preso questo nome dalla vicinanza al Monte Sion cristiano. A soli 100 m. si trova il Cenacolino dei Francescani, poco oltre il Cenacolo, la tomba di Davide e la Dormizione di Maria. È chiamata dagli arabi Bab Nebi Daud, o porta di Davide. L’edificio situato di fronte alla porta è una nuova chiesa armena che sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione armena, era situata la casa di Caifa, dove Gesù fu imprigionato prima di essere condannato. 


Porta di Magreb : La denominazione viene dal fatto che anticamente questa zona, fuori delle mura, era una discarica della città. Gli Arabi la chiamano Porta dei Magrebini (Bab al-Magharibeh) perché nel 1500 d.C. un gruppo di immigrati della zona del Magreb vivevano nella vicinanze. E’ chiamata anche porta del Letame, perché, trovandosi acanto alla valle della Geenna, tutta la spazzatura passava per questa porta per esser poi bruciata nella Geenna. Oggi è la porta più importante per gli Ebrei. Immette subito nel quartiere Ebraico e si trova ad appena 200 m. dal Muro Occidentale o Muro del Pianto e dall’ingresso alla spianata del tempio e alle moschee, dopo aver passato in entrambi i casi il controllo di polizia. C’è un viavai continuo soprattutto di Ebrei che vanno a pregare nella immensa Sinagoga all’aperto che è il luogo del muro occidentale. Lungo le mura sud della spianata del Tempio sono ancora visibili tre porte, ora murate: la porta duplice, la porta triplice e la porta semplice, rispettivamente a due, a tre e a un arco; furono chiuse da Solimano. Nel 1996 gli archeologi hanno riaperto la porta dei Conciatori, risalente al 12º secolo, posta ad alcune decine di metri ad ovest. 


QUARTIERI DELLA CITTA’ VECCHIA: L’interno della città vecchia è diviso in cinque zone non sempre delimitabili a causa dello spostamento degli abitanti: quartiere armeno, ebraico, cristiano, musulmano e l’area del tempio


QUARTIERE ARMENO: vi abitano circa 200 famiglie armene. Si trova entrando dalla porta di Sion oppure dalla porta di Giaffa costeggiando la cittadella di Davide. Cuore del quartiere, è la cattedrale con convento annesso sede del Patriarca armeno. E’ dedicata a S, Giacomo il Minore che si ritiene sia stato decapitato in questo luogo tra il 41 e il 44, per ordine di Erode Agrippa I. Conoscendo anche solo superficialmente le persecuzioni di cui sono stati oggetto di armeni negli ultimi due secoli, diviene abbastanza facile capire perché il loro quartiere sia strutturato come un fortilizio-labirinto: la lunga abitudine ai pogrom (sollevazione popolare contro comunità ebraiche che provocava massacri e saccheggi, spesso perpetrati  con la connivenza delle autorità) ha creato un’architettura di difesa nella quale il cacciatore possa perdersi e il cacciato salvarsi: le finestre che danno sulla strada sono poste sempre molto in alto e sono spesso sbarrate. Allo stesso modo, le porte delle abitazioni non danno sulla strada, ma sulla corte interna cui si accede da pesanti porticine seminascoste; infine, ultimo espediente difensivo, su nessuna porta è segnato il nome delle famiglie che vivono nella casa.

In questo quartiere si trova:

 

La cattedrale di S. Giacomo. 




Cattedrale di San Gomo

La cattedrale di San Giacomo è una cattedrale appartenente alla chiesa apostolica armena situata nel quartiere armeno della città Vecchia di Gerusalemme che, secondo la tradizione armena, custodisce la testa di San Giacomo il Maggiore e le spoglie di San Giacomo il Minore.




Quartiere Ebraico






Il Cardo Massimo




In questo quartiere troviamo il Muro occidentale o delle preghiera noto come il muro del pianto perché gli ebrei vi piangono la distruzione del tempio. 

È nel cuore della religiosità ebraica: una grandiosa Sinagoga all’aperto costituita presso il Muro Occidentale o, come chiamato più comunemente, Muro del Pianto. Consiste in un lungo tratto originale del muro di contenimento fatto costruire da Erode il Grande verso il 20 a.C. per sostenere la spianata del Tempio. Guardando il muro si nota subito il contrasto tra la parte originale erodiana e quella posteriore. E’ questo il luogo sacro per eccellenza del popolo ebraico. Oggi, il Muro Occidentale, oltre ad essere luogo di preghiera, è il simbolo del Giudaismo. Non solo perché ricorda il Tempio che non esiste più, ma perché costituisce un forte legame con il passato. In epoca romana, l’imperatore Adriano, vietò  agli Ebrei di andare a pregare a Gerusalemme. In epoca bizantina fu loro permesso di accedervi una volta l’anno, nell’anniversario della distruzione del Tempio. Essi si raccoglievano intorno alla Roccia sacra del Moriah. Con la costruzione della Cupola sulla Roccia, la spianata divenne luogo sacro per tutti i Musulmani. Fu vietato quindi l’accesso agli Ebrei. Questi scelsero, allora, il tratto del muro occidentale in sostituzione della Roccia sacra.

 

Dal gesto di fede, dal pianto di commozione e di nostalgia di un popolo oppresso, quel tratto di muro, prese a poco a poco il nome di Muro del Pianto. Praticamente tutto il largo tratto, con le grotte, è diventata una sinagoga a cielo aperto. Entrando nella grotta (trasformata in deposito-biblioteca) si possono ancora vedere in una buca, ben protetta, alcuni resti del muro originale del tempio di Salomone. Lungo il piazzale del muro, una barriera separa il luogo di preghiera degli uomini da quello più piccolo delle donne. Gli uomini che si avvicinano al Muro devono coprire il capo e togliere i segni religiosi non ebrei (croci, rosari, medaglie...). Chi, non avesse un copricapo gli viene fornito all’entrata. 




Zona riservata alle donne


Passeggiando per Gerusalemme