Petra - prima parte



Il nome Petra, che deriva dal greco e significa Roccia, evoca alla perfezione la massa rocciosa che si offre allo sguardo del visitatore quando per la prima volta ammira questo luogo.

 

Questa è la magnifica Città Antica seminascosta nel paesaggio spazzato dal vento della Giordania meridionale, è uno dei più celebri siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Proclamata una delle ‘Sette Nuove Meraviglie del mondo da un sondaggio popolare nel 2007. Ha conservato intatto il suo fascino nonostante i momenti difficili di cui la regione circostante è stata teatro.




Subito dopo l'ingresso troviamo le Case del Djinn. Strutture  costruite nel I secolo d.C.. Non se ne conosce la funzione, ma presumibilmente erano tombe o monumenti funerari, o anche luoghi di culto di divinità dell'acqua e della fertilità




I sepolcri a torre

 

Un struttura intagliata e scolpita nella roccia, simboleggia la persona o l’amina del defunto, la cui tomba può trovarsi nelle vicinanze o essere al contrario molto distante, nel qual caso la stele serve specificamente a tramandare il nome e la memoria dell’estinto.



Tomba dell'Obelisco (Triclinio di bab as siq). La costruzione, del I secolo d.C., è un monumento funerario che al centro rappresenta una figura antropomorfa, oggi erosa dalle intemperie, attorniata da quattro obelischi, che nell'insieme rappresentano le cinque persone sepolte nella tomba. La tomba fu costruita su una struttura molto più antica. La facciata, decorata con colonne doriche, è conosciuta col nome di triclinio o sala da pranzo, ed è uno dei numerosi edifici di questo tipo in cui ogni anno si tenevano i banchetti per commemorare i defunti.




Lo sbarramento di protezione contro le piene del Siq.



Il Siq. L'ingresso di Petra è un canyon di arenaria lungo e tortuoso (circa 2 km). Ci sono piccole incisioni qua e là, ma i luoghi più impressionanti sono i colorati e insoliti motivi in pietra arenaria nelle pareti rocciose. Sono anche visibili i resti di tubi di terracotta costruiti lungo i lati del canyon che furono utilizzati in epoca romana per trasportare l'acqua.


Bab As Siq

 

La porta del Siq













In questa regione semidesertica le sorgenti erano però rare e potevano fornire acqua solo per poche famiglie.

I bisogni primari vennero quindi fronteggiati utilizzando l’acqua piovana disponibile e i Nabatei crearono un sistema di regole per la ripartizione del consumo d’acqua.

Ancor oggi sono visibili impianti destinati a raccogliere e a distribuire l’acqua superando i forti dislivelli del terreno, in particolare sbarramenti e cisterne a cielo aperto, tutti segni questi che dimostrano come Petra un tempo fosse una vera e propria oasi artificiale.

 

Per la raccolta esisteva anche un’importante rete di cisterne sotterranee, che riusciva a portare a Petra circa 40 milioni di litri d’acqua al giorno.




Lo sbocco della gola del Sîq su Petra. Si intravede la facciata di El Khasneh.


El Khasneh (Tesoro del Faraone). Dopo aver percorso la lunga e stretta gola fra le rocce con un incredibile colore rosa predominante, sono visibili anche delle stratificazioni nere, verdi e marroni, risultato dell'ossidazione di numerosi materiali che le compongono. Al termine del Siq compare inaspettato ed imponente davanti al-Khaznah o il Tesoro del Faraone, il monumento più prestigioso della città, e sicuramente il più conosciuto e pubblicizzato. Scavato nell'arenaria rosa che lo rende particolarmente suggestivo, questo tempio funerario è di notevoli dimensioni. Alto 40 metri e largo 28, domina con l'armonia delle sue forme ellenistiche la piazza di ingresso alla città.

Datato secondo alcuni studiosi al 117-138 d.C. (regno dell'imperatore romano Adriano), per altri invece andrebbe collocato in un periodo antecedente alla conquista romana, addirittura al periodo del regno di Aretas III (84-61 a.C.).

Nella parte superiore è presente la cosiddetta urna del Tesoro, e secondo una leggenda si dice contenesse il tesoro nascosto del Faraone. Per questa ragione porta i segni dei proiettili con cui i viaggiatori beduini nel corso degli anni hanno messo alla prova questa teoria.




Il "Khazneh" è l'entrata, nonchè l'immagine simbolica per eccellenza della leggendaria città di Petra. La parola "Khanzeh", tesoro, venne attribuita dalle tribù beduine locali, dietro la convinzione che l'urna posta in cima alla facciata d'ingresso contenesse il tesoro di un faraone.

La sua superficie, scolpita nel primo secolo d.C., è decorata da figure mitologiche e divinità nabatee, suddivisa in una parte alta caratterizzata da colonne con capitelli nabatei e una parte bassa con colonne dal capitello in stile corinzio. Tra le due è stato realizzato un tholos, un tempietto di forma circolare ospitante tre statue. La facciata è incisa nella splendida roccia rosata caratteristica del sito, la cui tonalità cambia magicamente nelle varie fasi della giornata. Questa porta, conduce all'interno della tomba scavata per le spoglie di uno dei sovrani nabatei (Aretas III) e in seguito usata come luogo di culto.