Passeggiando per Lucca

Porta S. Gervasio


Chiesa di Forisportam

Il nome di Chiesa di Santa Maria Forisportam è legato al fatto che rispetto alla cerchia muraria più antica, ovvero quella di epoca romana, questa chiesa risiedeva all'esterno della città, da cui foris portam (fuori porta). Una pergamena del 768 testimonia l'esistenza della chiesa di Santa Maria Forisportam già nel VIII secolo, ben prima della costruzione della cinta muraria medievale nel XII secolo, innalzata per proteggere la città e racchiudere al suo interno i nuovi borghi che si erano sviluppati al di fuori delle antiche mura.

 

La primitiva chiesa fu ricostruita in stile romanico nel XII secolo e restaurata nel XVI secolo con modifiche che cambiarono il suo aspetto. L'interno mantenne la pianta a tre navate, ma l'originale copertura a capriate fu sostituita con volte a crociera. La struttura venne complessivamente rialzata con muri in laterizi, ben visibili all'esterno: netto il contrasto dei mattoni con il bianco delle pietre medievali.

 

I lucchesi chiamano la chiesa "Santa Maria Bianca" per la bella e austera facciata in pietra bianca di Santa Maria del Giudice, semplice e perfetta con le sue arcate rette da semicolonne, i tre portali sormontati da architravi e lunette decorati in stile classico, le due loggette sovrapposte nella parte alta della facciata, dalla quale maestosi e fieri leoni osservano la piazza. Da ammirare in particolare la lastra con la Vergine in trono con Bambino nella lunetta del portale sinistro.


Anfiteatro Romano

La piazza centrale di Lucca in epoca romana era il foro: l'incrocio tra le due arterie stradali che delineavano il fulcro della vita politica, sociale, economica e religiosa della città. Resti di edifici templari sono stati trovati nelle cantine dei complessi tra via di Poggio, Corte Portici e Piazza San Michele.

 La preziosa piazza che conserva ancora l’originale forma ellittica, era utilizzata ai tempi dei romani come centro per il loro divertimento: vi avvenivano scontri tra gladiatori. La costruzione fu iniziata nel I secolo a.C.; al termine dei lavori, l’edificio era in grado di contenere ben 10000 spettatori. Oggi la piazza si presenta con quattro porte, tre delle quali progettate dall’architetto Lorenzo Nottolini, negli anni trenta del 1800.






Cattedrale di S. Martino


La cattedrale di S. Martino, centro della spiritualità lucchese e tappa fondamentale della Via Francigena, fu fondata nel VI secolo da San Frediano, vescovo originario dell’Irlanda, e già nell’VIII secolo era divenuta cattedrale al posto dell’antichissima SS. Giovanni e Reparata.

Nel corso dei secoli subì vari rifacimenti: nel 1070 il vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, già papa Alessandro II, inaugurò alla presenza di Matilde di Canossa il nuovo edificio, che fu poi ingrandito nel XIV e XV secolo e completato nel XVI e XVII secolo con le cappelle del Sacramento e del Santuario.

La facciata romanica colpisce per la sua asimmetria: un’arcata del portico, realizzato nel XII secolo, è più piccola per via del preesistente campanile, alto 60m e dotato di ben 7 campane. Le loggette sovrapposte su colonnine scolpite e istoriate, realizzate a partire dal 1204 da Guidetto da Como, presentano delle tarsie marmoree bicrome. I tre portali sono incorniciati da una ricca decorazione scultorea, tra cui spiccano il Ciclo dei Mesi, le Storie di San Martino e i due capolavori di Nicola Pisano, la Deposizione e l’architrave con Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi. Sul pilastro a ridosso del campanile si trova l’affascinante scultura del labirinto, simbolo legato al tema del pellegrinaggio e per questo presente anche in altre chiese poste lungo la via Francigena.

 L’interno a croce latina con tre navate e transetto stupisce per l’atmosfera gotica dell’alta navata centrale che mescolando vetrate istoriate a finti matronei ad elementi sicuramente romanici, crea un insieme particolarmente suggestivo. La chiesa custodisce dei veri e propri capolavori tra cui il monumento funebre di Ilaria del Carretto, la Sacra Conversazione del Ghirlandaio, l’Ultima Cena del Tintoretto e la pala d’altare di Fra’ Bartolomeo. Il vero “tesoro” della cattedrale resta però il Volto Santo, il crocifisso ligneo che la Leggenda vuole scolpito da Nicodemo e dagli angeli e che attraverso i secoli continua a trasmettere con il suo sguardo un forte senso di spiritualità.









La statua San Martin. Il Santo divide il suo mantello con un povero.


Giudizio di  Salomone

Marmo, decorazione ad intarsio - Matteo Civitali  disegnatore, Antonio Di Ghino da Siena  esecutore.

E' qui rappresentato Salomone mente dirime la contesa tra due donne che rivendicano entrambe la maternità di un neonato.

Come strema soluzione il re decide di dividerlo in due, ma una delle due donne si oppone, preferendo cedere all'altre il bambino pur di salvagli la vita: con questo gesto rivela di essere la vera madre. Una cornice con motivi a cilindretto racchiude la scena

 



Ultima cena - Jacopo Robusti detto “Tintoretto” e Domenico Robusti, 1594.

Uno degli ultimi capolavori di Tintoretto, realizzato con l’aiuto del figlio Domenico. Una tela che contiene tutti i tratti caratteristici e innovativi di questo straordinario artista: la tavola in obliquo per creare profondità, la scena attualizzata in una taverna con due servitori e centrata sul Cristo che comunica gli apostoli ed emana una luce così forte da far spalancare le nubi tra gli angeli che accorrono. Il dinamismo dei vari atteggiamenti e delle pose degli apostoli che in abiti dai colori vivaci reagiscono all’annuncio del tradimento di Giuda. Un’inaspettata donna che allatta, simbolo del nutrimento umano contraltare di quello eucaristico.



Sacra conversazione - Domenico del Ghirlandaio 1479.

La pala d’altare realizzata nel 1479 dal Ghirlandaio, maestro del Rinascimento fiorentino, avrà a Lucca una grandissima influenza sulla successiva produzione pittorica. Al centro di una composizione simmetrica si trova la Madonna in trono con in braccio il Bambino benedicente. Ai lati sono ritratti San Clemente, con la tiara papale, San Sebastiano, con la freccia e in primo piano, in pose monumentali, San Pietro con le chiavi e San Paolo con la spada. La cromia (tonalità di colore in pittura) è ricca e il pittore mostra un’attenzione ai dettagli ispirata all’arte fiamminga ed una notevole capacità nella resa psicologica dei personaggi.





Altare del Santissimo Sacramento



Il Monumento funebre a Ilaria del Carretto, di Jacopo della Quercia,



Il tempietto del Volto Santo

Volto Santo, prima metà dell’XI secolo.

Uno dei crocifissi più venerati al mondo. Secondo la tradizione il Volto Santo fu scolpito da Nicodemo e completato da mano divina per poi giungere a Lucca nel 842 dopo un lungo viaggio per mare. Cristo è rappresentato vivo sulla Croce, vestito con una lunga tunica manicata. Il corpo è reso con pieghe ampie ma piatte mentre il capo risalta per il forte rilievo. Lo scultore che nella prima metà dell’XI secolo realizzò questa imponente opera si concentrò sulla resa dei particolari somatici di Gesù secondo l’iconografia orientale: il viso allungato, i lunghi baffi e la barba divisa in due punte. Il particolare che da secoli più impressiona l’osservatore sono i grandi occhi rotondi ed espressivi.




La Presentazione di Maria al tempio di Alessandro Allori, allievo del Bronzino.


La Piazza di San Martino






Torre Guinigi

La Torre fa parte di un'imponente costruzione voluta dalla famiglia Guinigi, ricchi e potenti mercanti lucchesi del secolo XIV, ormai unica testimonianza delle oltre 250 torri che arricchivano la città in epoca medioevale. E' alta 44,25 metri, la sommità è un giardino pensile dove sono stati impiantati grossi lecci ormai secolari; è raggiungibile dopo aver salito 230 gradini.