Inti Raymi - seconda parte

Da plaza de Armas il corteo si dirige a Sacsayhuaman, principale centro di adorazione.

Sacsayhuaman  è una parola composta e in lingua quechua significa: Sacsay  "saziarsi", mentre huaman "il falco".

Qui si compie la cerimonia centrale.

Si pensa che questo sito sia stato costruito tra il XIV e il XV secolo. La costruzione è disposta su tre piani, a rappresentare i tre mondi della visione andina: il mondo degli inferi, il mondo visibile e quello superiore. I relativi muri si caratterizzano per l'imponenza dei blocchi di pietra utilizzati.




All'ingresso. del sito, ove si svolge la manifestazione, ci accolgono due splendide creature.


Quindi ci accomodiamo al posto che ci è stato assegnato sulle tribune.

Ci troviamo posizionati a ovest ed abbiamo: sulla nostra destra il complesso della fortezza, a sinistra la collina con gli spettatori. Di fronte a noi, a est, si trova in lontananza la statua bianca del Cristo.


Entrano sulla scena i protagonisti e le comparse














Al suono dello putos marca inizia lo spettacolo.

 Sulla scena compaiono un gruppo di sacerdotesse che danzano e  il Generale dell'esercito Inca.




ll Generale dell'esercito Inca saluta le gente presente: "Diamo il benvenuto a questa grande piazza Chuquipampa".

E annuncia l'Inka, il Pachakuteq invincibile, sta arrivando a condurre la cerimonia, dove il Dio Sole rivela la sua volontà. Non essere impaziente!

Invita quindi ad entrare sulla scena l'esercito e i musicanti.





Invita inoltre ad entrare i rappresentanti delle quattro regioni dell'impero:

Chinchasuyo, regione del tigrillo (piccolo felino macchiato tipo tigre o leopardo), entra a nord-ovest;



Contisuyoregione del condor, entra a sud-ovest.





La prima a scendere nella piazza è la Regina (Qoya).





Sinchi (il generale dell'esercito Inca) comunica: Mi è stato detto che il nostro Signore, l'Inca, è in procinto di entrare nella piazza; accogliamolo con reverenza. Io vado immediatamente  a salutarlo!






Sta per entrare l'Inka che salirà sull'altare cerimoniale con i membri del seguito reale tra i quali i Sacerdoti-animali simboli della vita:

il Serpente, simbolo degli animali che vivono sotto terra;

il puma, simbolo degli animali che vivono sulla terra;

 

il condor simbolo degli animali che vivono in aria.



L'INKA



Inka si rivolge al Dio Sole: O Dio Sole! Padre nostro!


L'Inka con il popolo della piazza inneggiano al Dio Sole, cantando: O Padre Sole resta con noi in questo gran giorno a gioire.

 


Al termine del canto l'Inka si rivolge nuovamente al Dio Sole:

 

Veglia su di noi!  Perché viviamo in salute e sicurezza e viviamo in pace, dacci eterna felicità e vita. Tienici nelle tue mani e ricevi la nostra offerta. O Padre Sol, questo è il tuo giorno.



L'Inca voglio conoscere la situazione del nostro regno.

E rivolto al Generale dell'esercito (Sinchi) chiede:

Desidero sapere immediatamente.

Il Sinchi presenta uno ad uno i rappresentanti delle quattro regioni.

Questi, a loro volta, fanno conoscere all'Inki la situazione delle loro regioni.

 

Il Primo è Amaru che rappresenta la regione del Collasuyo;


poi è la volta di Yupanki che rappresenta la regione del Contisuyo


poi è la volta di Atoq della regione di Antisuy

Infine è la volta di Ruminwi che rappresenta la regione del Chinchaysuyo



L'Inka si rivolge al Sommo Sacerdote Willaq Uma:

 

E ora si dia inizio alla cerimonia.


Rito della Chicha.

 

La chicha è una bevanda (specie di birra) di mais giallo fatta artigianalmente e ancestrale (trasmessa dagli antenati). E' di bassa gradazione alcoolica.


Una sacerdotessa porge la coppa d'oro, contenente la chicha, alla Regina che a sua volta la porge a un personaggio del seguito reale.




Successivamente un'altra figura maschile porge alla Regina una coppa d'argento contenente la chicha, la quale a sua volta la porge ad un altro personaggio del seguito reale.





I personaggi che hanno ricevuto le coppe le consegnano a loro volta ad altre due persone del seguito reale.



Colui che ha in consegna la coppa d'oro la porge al Sommo Sacerdote Willaq Uma. Questi la consegna all'Inka.



L'Inka prende nelle sue mani la coppa d'oro ricolma di chicha e la offre simbolicamente al Dio Sole e agli Apus  (divinità primordiali, tra i quali rientrano anche gli dei delle montagne) dicendo: Oh Dio, padre Sole! Ti saluto con questo chicha sacra .....

Successivamente versa il contenuto sulla terra, la Pachamama (Madre Terra).

 

Prende poi dalle mani del Sommo Sacerdote un'altra coppa, quella d'argento. Dopo aver spruzzato intorno la Chicha beve e invita  il Sommo Sacerdote ed il suo seguito a fare lo stesso servendo altre coppe a tutti i membri delle delegazioni dei quattro Suyos (regioni) perché siano partecipi al rito.










Il rito del fuoco nuovo sacro.

L'Inka afferma:

Il fuoco, nelle nostre case, si spense tre giorni fa. Un freddo intenso cadde sui nostri cuori ... tuttavia crediamo che il nostro fedele Sole avrà pietà del suo impero.

Willaq Uma lo supplicò e ora ci ha mandato il suo calore per accendere la fiamma sacra! E tu, saggio fratello, assicurati che sia distribuito a tutto il popolo e che non sia mai spento nell'intikancha e nell'Aqllawasi!

Il fuoco sacro, secondo il rito incaico, veniva acceso utilizzando il bracciale d'oro del Sommo Sacerdote. Il bracciale, esposto al riflessi dei raggi solari, accendeva un pezzetto di cotone.

 

Il fuoco nuovo sacro veniva poi portato al tempio Koricancha dove veniva custodito.